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Varcando la soglia della cattedrale ci si trova davanti ad un tempio riccamente decorato. La pianta dell’edificio è a croce latina con tre navate, anche nel transetto, coperte da volte ogivali con vele dipinte a finti cassettoni. I tesori racchiusi sono davvero tantissimi, vale la pena visitare la cattedrale con cura. La navata centrale offre un ciclo pittorico cinquecentesco di altissimo pregio artistico con le storie della Vergine e di Cristo; i transetti presentano invece storie dell’Antico Testamento affrescate nel Quattrocento. Lungo le navate laterali preziose tele e altari di valore invitano il turista e il fedele a fermarsi per scoprire la bellezza dell’arte. Infine la cripta degli inizi del Seicento conserva i corpi dei 9 santi protettori della città.

La navata centrale
Il ciclo pittorico che decora le pareti e il coro della navata maggiore rappresenta uno dei massimi capolavori della pittura lombarda del Rinascimento. Il cantiere cremonese del Cinquecento si rivela una vera  e propria palestra di esercizio e ricerca stilistica.
Nel 1506 Boccaccio Boccaccino affresca la tazza absidale con il Redentore tra i Santi Imerio, Marcellino, Omobono, e Pietro esorcista e un anno più tardi realizza l’Annunciazione sulla fronte dell’arco che immette nel presbiterio.
Inizia nel 1514 lo splendido ciclo pittorico con Storie della Vergine e di Cristo che si snoda lungo le pareti della navata sotto il matroneo fino ad includere la controfacciata. I primi otto episodi sono opera di Boccaccio Boccaccino, mentre la successiva Adorazione dei Magi e La presentazione al Tempio vengono eseguite nel 1516 da Gianfrancesco Bembo. Altobello Melone conclude il ciclo della parete sinistra, lasciando l’ultima scena, Gesù tra i Dottori, ancora al Boccaccino, e dipingendo, sulla parete opposta, i primi 5 riquadri con scene della Passione.
Nel 1519 Girolamo Romanino inizia ad illustrare i 4 episodi seguenti ma, nel 1520 viene sostituito dal friulano Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone, che affresca le ultime 3 storie della parete destra e sulla controfacciata, la grande e drammatica Crocifissione con la Deposizione sottostante.
Il ciclo pittorico viene ultimato da Bernardino Gatti che dipinge, sempre in controfacciata, la Resurrezione.

Cappella del Santissimo Sacramento
Alla destra dell’altare maggiore si trova la Cappella del Santissimo Sacramento che risale al 1633-34 su progetto dell’architetto Carlo Natali. Sei degli otto dipinti appesi alle pareti della Cappella fanno parte di una grande ancona realizzata a fine del 1529 su disegno di Giulio Campi, ancona che è stata smembrata verso la fine del secolo.
Nel Settecento vengono aggiunti alla Cappella 2 quadri di Giovanni Angelo Borroni, commissionati dalla Fabbriceria della cattedrale per completare la decorazione.
L’altare con marmi pregiati e finiture in argento è stato realizzato da Giovan Battista Trotti, detto il Molosso.

Cappella della Madonna del Popolo
Già intitolata a San Giovanni Battista, la Cappella della Madonna del popolo, che si trova alla sinistra dell’altare maggiore, assume la denominazione attuale solo nel 1750. In quella data viene infatti qui trasferita l’antica statua della Vergine venerata fino ad allora sull’altare maggiore e poi sostituita dall’attuale gruppo ligneo rappresentante la Madonna Assunta sorretta dagli angeli della fine del XVIII sec.